Prenota una call

Edit Template

Empatia sul lavoro: sì o no?

Ci vuole poco a confondere l’empatia con la confidenza, che a sua volta può esser interpretata come amicizia, da parte del cliente. Una situazione del genere è pericolosa, soprattutto per lui, perché genera facili malintesi o, peggio, frizioni extralavorative che vanno poi a scapito della buona prosecuzione dei lavori.

Dal canto suo, il professionista che sconfina nella confidenzialità è poco professionale. Il motivo? Una collaborazione funziona quando ognuno ha ruoli ben definiti e non invade il campo altrui. L’amicizia, invece, favorisce tali interferenze perché cancella i confini dell’opportunità.

Il cliente perciò non è un amico e non deve esserlo, quantomeno fino al termine dell’incarico.

Nello stesso tempo però, va sempre tassativamente avvicinato con empatia sincera per poter ottenere un buon risultato finale.

L’empatia infatti è sapersi mettere nei panni dell’altro, cogliendone sentimenti e desideri inespressi. Queste percezioni costituiscono le vere linee guida del nostro lavoro, grazie alle quali ogni progetto rispecchia personalità e intenti del proprietario.

Empatia dunque, sempre e comunque, perché senza di essa nessun lavoro riuscirà mai a far risaltare tutte le sfumature e peculiarità del cliente e del suo lavoro, quando invece devono essere valorizzate come il tratto distintivo che lo renderà unico e originale agli occhi del pubblico.

P.IVA 04101641209
Tutti i diritti riservati
scriveredigitale © 2024 

Team

Features

Awards

Career

Location

Help

Terms & Conditions

FAQ

About

How It Works

Contatti

×